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  4. Da potenziale a prodotto turistico
"Abbiamo grandi potenzialità! Nel nostro territorio vi sono cose bellissime e molto interessanti". Sacro santa verità! Nessuno dubita dell'effettiva presenza di questi potenziali elementi di attrazione turistica. Ci sono però elementi che, alle volte, vengono sottovalutati. In primo luogo ricordiamoci che l'Italia è costellata di elementi turistici estremamente interessanti. Paesaggi mozzafiato, passeggiate panoramiche, chiese e musei, tracciati sportivi, eno-gastronomia… difficile fare una classifica o fare delle preferenze. L'Italia è per definizione il paese del "potenziale turistico" e su questo argomento sono stati sprecati fiumi di inchiostro.

Da qui una riflessione. Importante e forse fastidiosa.

 

È sostanzialmente inutile parlare di potenzialità solo perché abbiamo bisogno di prodotti da comunicare e vendere all'interno del mercato. Il turista se ne frega del potenziale!

Ecco quindi la necessità di rendere centrale l'elemento territoriale e le varie componenti che lo definiscono, poiché il singolo da solo può poco. Strutturare un'offerta composita in cui i diversi attori collaborano tra loro per "fare sistema". Già, "SISTEMA" una parola abusata ed inflazionata che spesso rimane un'intenzione e non trova realizzazione, dove i singoli attori faticano a creare collaborazioni fattive.

In questo contesto di scarsa collaborazione si insinua facilmente la cultura dell'alibi, dove ognuno scarica la colpa sull'altro piuttosto che fare una sana autocritica. Ecco quindi le strutture ricettive accusare la locale ApT di scarso dinamismo e capacità di progettazione, l'ApT scaricare la colpa verso una categoria di imprenditori poco attenta e la mancanza di risorse da parte dell'Ente Pubblico. Analogamente accuse verso commercianti mal disposti a compartecipare, magari economicamente, ad iniziative di promozione o attori del sistema ricettivo in conflitto tra loro … come ad esempio l'eterna lotta tra albergatori e appartamentisti.

È sempre colpa dell'altro e nessuno è disposto a fare un passo in avanti. Quindi si rimane fermi ad aspettare ed, intanto, il sistema d'offerta si indebolisce o viene superato da altre destinazioni. Ma è meglio aspettare che l'Ente Pubblico, come accadeva quando le risorse c'erano ed erano abbondanti, si dia da fare ed investa risorse faraoniche in grandi infrastrutture (impianti, musei, telecabine, palazzetti dello sport, piste ciclabili, …).

Il problema è semplice e facile da capire: l'Ente Pubblico non lo può più fare ciò e non può permettersi forme di assistenzialismo economico!

Spetta quindi ai privati farsi avanti e mettersi in gioco dimostrando capacità imprenditoriali.

Il turismo ha bisogno di più imprenditori e meno operatori. La differenza è che l'imprenditore investe denaro ed altre risorse per ottenere dei risultati, per raggiungere degli obiettivi, mentre l'operatore si limita ad eseguire dei compiti assegnati.

Abbiamo un disperato bisogno di un maggiore protagonismo positivo, di alleanze e di capacità di visione. Abbiamo bisogno di superare la logica del singolo e i continui alibi.

Dobbiamo infine ricordare che per raggiungere dei risultati è innanzitutto necessario porsi degli obiettivi chiari e ben definiti. Obiettivi che saranno raggiunti solo attraverso una puntuale strategia di azione, all'interno della quale ognuno sarà chiamato a fare la sua parte.

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